Il Sudafrica affronta l’Australia nella terza sfida decisiva della serie di test a Cape Town, con le carriere in gioco per gli ospiti

L’Australia può avere a disposizione una sola occasione per salvare la propria trasferta sudafricana. La serie è in parità 1-1 e il terzo Test di Città del Capo deciderà tutto: dopo la sconfitta per una pari e 31 run a Gqeberha, i Baggy Greens hanno bisogno di una reazione, mentre Steve Smith dovrà superare un test di efficienza fisica dell’ultimo minuto.

Sarà la prima volta che l’Australia gioca un Test a Città del Capo dallo scandalo del ball-tampering del 2018, che fermò la carriera di diversi suoi giocatori. Se la squadra perdesse la serie, più di una carriera potrebbe concludersi. Nella partita di Gqeberha gli australiani sono stati fermati per 99 nella prima manche, e la reazione dei media australiani, in caso di nuova sconfitta, rischierebbe di essere più dura di quanto lo fu il caso della carta vetrata che Cameron Bancroft nascose nei pantaloni otto anni fa.

Una batteria che scricchiola

Il reparto battuta è in difficoltà già da tempo. Nel 4-1 con cui l’Australia ha travolto l’Inghilterra nell’ultimo inverno dell’Ashes, la squadra si è retta su Travis Head, Steve Smith e Alex Carey, mentre gli altri hanno faticato. In Sudafrica finora i tourist hanno collezionato soltanto tre punteggi da cinquanta in su: uno di Head e due di Matt Renshaw.

Senza Head a Durban, la situazione sarebbe stata ancora peggiore. Il suo 121 nella seconda manche è stato di 81 run superiore al punteggio più alto di un altro australiano nella partita. Anche il grande Smith, sanzionato nel 2018 per il ruolo avuto come capitano nello scandalo “Sandpapergate” insieme a Bancroft e David Warner, ha avuto un rendimento altalenante: tre volte in doppia cifra alta, senza superare i trenta, e un’unica prestazione da tre run. A Gqeberha ha sofferto di un problema al collo e ora è in dubbio per il Test decisivo.

Labuschagne e la pressione sulla selezione

Se Smith dovesse saltare la partita, potrebbe aprirsi uno spazio per Marnus Labuschagne, che però è già sotto forte pressione. L’ex capitano australiano Ricky Ponting ha definito “insostenibile” la sua posizione dopo un ritorno deludente in casa contro il Bangladesh, che lo ha lasciato senza un centro nei Test per 43 inning, a partire dal 2023 in Inghilterra. Il dato è salito a 47 inning.

Labuschagne, nato in Sudafrica, è partito bene nel Paese natale, raggiungendo la doppia cifra alta in tre delle sue quattro uscite, ma non è riuscito a trasformare le buone partenze in grandi punteggi. Un’eliminazione per lbw, un tocco leggero sul cover, una presa spettacolare di Simon Harmer al gully e, nella seconda manche del secondo Test, un’uscita incomprensibile sulla palla alta a long-on, mentre la squadra cercava di salvare la partita.

Se resterà fuori questa settimana, la sua carriera nella squadra potrebbe finire. Se giocherà e fallirà, la situazione sarà simile. E se anche la squadra nel complesso non dovesse reggere, la pressione potrebbe salire sul capo selezionatore George Bailey. L’ex capitano Steve Waugh ha dichiarato prima dell’Ashes che Bailey ha mostrato in passato una scarsa “voglia” di prendere decisioni importanti, mentre la scelta di Nic Maddinson per il tour sudafricano è stata criticata da Matthew Hayden.

Il caso Maddinson

Maddinson, 34 anni, non giocava una partita di prima classe dal marzo 2025, a causa di una diagnosi di tumore al testicolo, e nei suoi primi tre Test, nel 2016, aveva una media di 6,75. Hayden ha accusato i selezionatori di “mancare di rispetto alla prima classe” e di “promuovere il più grande ammasso di mediocrità che si sia visto in una generazione di cricket”.

In questa serie Maddinson non è andato nemmeno oltre la mediocrità: la sua media è di 14, con 56 run in quattro inning, di cui 48 in una sola occasione, accompagnati da un’anatra da 33 palle, un’anatra da quattro palle e un 8 da 10 palle. È stato ora rilasciato dalla squadra, e Renshaw è pronto ad aprire con Head a Città del Capo.

Dato quello che ha affrontato dal punto di vista della salute, molti tifavano per Maddinson, ma non ha reso. Ci si chiede se non fosse meglio dare una possibilità a un giocatore più giovane. Ollie Davies, Sam Konstas, Campbell Kellaway e Nathan McSweeney erano alternative possibili.

Il problema dell’Australia è che, a differenza delle epoche passate, quando c’erano giocatori con medie superiori al 40 che segnavano molto nel campionato interno, spesso anche nel cricket di contea inglese, oggi non ci sono riserve di questo livello. Tutti i nomi citati hanno una media pari o inferiore alla metà dei trenta in prima classe.

Bavuma, la sicurezza del Sudafrica

Il Sudafrica, al contrario, può contare su una fonte di run quasi garantita nel capitano Temba Bavuma, il cui straordinario 179 in 334 palle a Gqeberha porta la sua media a 49,95 nelle ultime 28 partite Test. Quel centro è arrivato dopo che la squadra era sul 12-2.

Era ancora al crease quando i Proteas sono scesi sul 110-6, prima di portarli fino a 425-9, e alla fine ha potuto festeggiare la dodicesima vittoria in 14 Test da capitano. Questa sembra una grande occasione per arrivare a 13 vittorie in 15 partite, a meno che l’Australia non riesca a tirare fuori qualcosa dal cilindro a Città del Capo.

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